Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 1 marzo 2018, n. 9416. La circostanza della premeditazione ben puo’ conciliarsi con una reazione iraconda e con un movente passionale

La circostanza della premeditazione, tale aggravante ben puo’ conciliarsi con una reazione iraconda e con un movente passionale, ferma l’esigenza dei due elementi essenziali, consistenti in un apprezzabile intervallo di tempo fra l’insorgenza e l’attuazione del proposito criminoso e nel perdurare della risoluzione criminosa, senza titubanza e senza soluzioni di continuita’.

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 1 marzo 2018, n. 9370. L’obbligo di motivazione deve intendersi adempiuto tutte le volte che la scelta del giudice di merito venga a cadere su una pena che, per la sua entita’ globale, non appaia sul piano della logica manifestazione sproporzionata rispetto al fatto oggetto di sanzione

L’obbligo di motivazione deve intendersi adempiuto tutte le volte che la scelta del giudice di merito venga a cadere su una pena che, per la sua entita’ globale, non appaia sul piano della logica manifestazione sproporzionata rispetto al fatto oggetto di sanzione, non è neppure necessaria una specifica motivazione tutte le volte in cui la scelta del giudice risulta contenuta in una fascia medio bassa rispetto alla pena edittale, affermando che “quanto piu’ il giudice intenda discostarsi dal minimo edittale, tanto piu’ ha il dovere di dare ragione del corretto esercizio del proprio potere discrezionale, indicando specificamente, fra i criteri oggettivi e soggettivi enunciati dall’articolo 133 cod. pen., quelli ritenuti rilevanti ai fini di tale giudizio”.